Lettori fissi

venerdì 3 dicembre 2010

Controlla il traffico (romano) residuo

Sono obbligato a parlare del tempo in questi giorni di buio e triste grigiume meteorologico.
Siamo qui in un centro Italia e più precisamente in una Roma più bagnata che mai (attenzione Roma è una città e non una donna mentre bagnata si riferisce alla quantità di acqua piovana caduta e non ad altro) ad analizzare quali sono i disagi maggiori.
Il più importante fra tutti i disagi capitolini è il traffico.
Il traffico questa piaga urbana è presente in maniera aspra e blasfema sul suolo romano.

Normalmente in condizioni di tempo serene e manifestazioni (tipo cgil, cisl, uil, cobas, ugl, orsa, pantera, anthrax, bon bon, magomerliniadi etc.) assenti per coprire 10km da periferia verso il centro occorrono in auto dai 30 ai 60 minuti.
Nelle condizioni attuali abbiamo una media che va dai 50 ai 90 minuti per i soliti 10km, insomma se avete intenzione di prendere l'auto sperate almeno che ci sia un posticipo od un anticipo di campionato di calcio, così da poterlo seguire per intero.

I motivi di tale fenomeno? Sono i più disparati ed assurdi, ma i principali li possiamo catalogare in:

Aumento automobili in circolo: Roma è una città che vanta un gran numero di centauri e motorinisti (quelli che guidano il cinquantino e si vantano di essere dei valentinirossi), negli orari di punta basterebbe spruzzare del ddt agli incroci per vedere cadere centinaia di queste zanzarelle nel giro di pochi istanti.
Il numero delle due ruote cala vertiginosamente con l'arrivo della pioggia, una buona percentuale prende l'auto, e di questi, molto pochi hanno mai guidato l'auto nel traffico.
Ci si trova ad affrontare il fenomeno degli incapaci senza cognizione spazio-tempo.
Un auto ci passa in quella fila? Col motorino ci passerei con l'auto non so... mi accodo.
Un auto può camminare sulla fila di destra che scorre se la fila di sinistra è bloccata? Con lo scooter lo farei con l'auto non so... mi accodo.
Un auto a 50 all'ora frena meglio di un motorino? Non lo so, lo scooter mi da più sicurezza e lo conosco meglio... vado a 20km orari.
Questi sono solo alcuni dei motivi dei novelli, ma non troppo, guidatori occasionali.

Decremento delle due ruote: Di contro abbiamo chi continua ad utilizzare lo scooter anche se piove, questo perchè da i suoi vantaggi di tempo, ma un'ottima percentuale di tali centauri in caso di pioggia diventa dei Pan (andate su wikipedia a vedere razza di incolti ed ignoranti). Passano da andature sostenute e numeri da circo ad andature pedestri e numeri da sonno, insomma dei rincoglioniti perenni.

Curiosi: Mai come nelle giornate di pioggia aumentano purtroppo gli incidenti dovuti all'asfalto viscido... asfalto... asfalto... asfalto un paio di palle! Sampietrini! O pavè che dir si voglia. Si a Roma abbiamo una quantità industriale di pavè che potrebbe essere esportato anche all'estero senza intaccare minimamente il nostro manto stradale, potremmo far crescere il PIL del 3% (e non sto dicendo 3montate) se solo esportassimo questo nostro simbolo romano in giro per il mondo ma... ma noi siamo romani, orgogliosi, belli fatti cor pennello e "se lo tenemo tutto ar pizzo" (ce lo custodiamo gelosamente dalle brame altrui, ndr).
Dicevamo del numero di incidenti che aumenta ed in proporzione aumenta il numero di curiosi che rallenta o addirittura si ferma solo per sbirciare e magari dire la sua sull'accaduto.
Dire la propria a Roma non è intromettersi negli affari altrui, per noi romani dire la nostra è un dovere, una necessità dell'animo, una legge civica che nessuno ci può togliere, neanche se piove e se per dire la mia devo abbassare il finestrino e bagnarmi come un rospo, Io ho il diritto e il dovere di rallentare, creare file, aumentare il caos per dover dire magari:
"Lui veniva da destra!" (ed eravamo su un rettilineo)
"Sempre voi coi motorini!" (mentre il Pan è atterra a rantolare come una mamma di bambi appena sparata)
"Aaaa stronzo!" (che a Roma ci sta sempre bene)
"Ma almeno levateve dar cazzo!" (che non è sbagliato suggerire di spostare ciò che crea disagio, certo è il modo in cui lo si dice che rischia di creare maggiori problemi)
per finire con il classico "Mortaccivostra!" (che a Roma è come "Ciao" nel resto d'italia).

Tutti questi curiosi alimentano le ire della fila di auto, ma c'è un tipo di curiosi che li batte tutti, i curiosi fluviali.
E' da un paio d'anni che il Tevere, fiume romano, decide di gonfiare le acque e tentare di straripare in città, in alcuni casi c'è riuscito senza creare troppi danni in altri no, ma i curiosi so lì in agguato e quando meno te lo aspetti - dopo essersi informati via radio che l'idrometro di ripetta è salito di un 1 centimetro - variano il loro percorso per fare in modo di passare su un ponte e percorrerlo a 0,02km/giornalieri per monitorare il fiume ed il livello delle acque.
Credetemi li prenderei a calci nel tubo di scappamento e li frullerei (butterei) nel fiume con la loro auto, gli sportelli chiusi, le sicure abbassate ed i finestrini alzati, ovviamente con la cintura di sicurezza allacciata.

Direi che per ora può bastare sono le 15 e diluvia, se voglio essere a casa per le 19 devo affrettarmi ad uscire, devo percorrere i miei 15 km di ritorno dal centro alla periferia (tratto trafficato per quest'orario) e non vorrei fare tardi... con 4 ore dovrei farcela... ma prima metto la radio vediamo che dice del Tevere...

Marco X

1 commento:

  1. utente anonimo3 dicembre 2010 08:02

    HAI DIMENTICATO I PONTI ....


    è INUTILE CHE FIRMO!!

    LOOOL

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